Paralisi cerebrale infantile

La Paralisi cerebrale infantile è la malattia neuromotoria più frequente in età pediatrica. Dovuta a un danno irreversibile ma non progressivo del sistema nervoso centrale per cause differenti (come un'emorragia o un'ischemia), ha ripercussioni specialmente sul sistema muscolo scheletrico, che progrediscono e peggiorano durante tutta la vita e specialmente durante il periodo di crescita del bambino e che possono essere associate a problemi intellettivi.

Solo un approccio multidisciplinare e la definizione di strategie terapeutiche mirate e condivise dai vari specialisti coinvolti possono aiutare a migliorare la qualità di vita di questi bambini.
 
Il disturbo è definito persistente in quanto la lesione a carico del cervello non è suscettibile di guarigione in senso stretto, ma la patologia non tende al peggioramento spontaneo perché la lesione stessa, sostituita da lesione cicatriziale, non va incontro a fenomeni degenerativi.

La Paralisi cerebrale infantile comprende un gruppo di disordini che determinano problemi motori ma le manifestazioni della malattia non sono fisse, perché i sintomi mutano nel corso del tempo e possono beneficiare di un trattamento riabilitativo o, nei casi più gravi, chirurgico.

Ci sono diversi tipi di  paralisi cerebrale:

  • paralisi cerebrale spastica
  • paralisi cerebrale discinetica
  • paralisi cerebrale atassica
  • paralisi cerebrale ipotonica
  • paralisi cerebrale mista

 

SCARICA le due infografiche sulla Paralisi cerebrale

che abbiamo realizzato in occasione del World Cerebral Palsy DAY 2015:
Paralisi cerebrale. Cos'è? (.pdf 1.4M) 
Paralisi cerebrale. Diagnosi e trattamenti (.pdf 1.3M)

 

 

Che incidenza ha la Paralisi cerebrale infantile?

La Paralisi cerebrale infantile colpisce un bambino ogni 500 nati. Oggi in Italia sono  50.000 i bambini affetti da questa patologia. L'incidenza è più elevata nei bambini nati prematuri (in particolare sotto le 32 settimane di età gestazionale) e nei neonati di peso inferiore ai 1.500 grammi.

Questi bambini presentano una maggiore probabilità di andare incontro a fenomeni di alterazione prolungata del flusso cerebrale a causa dell'immaturità dei loro sistemi di regolazione fisiologica.

Quali sono le cause della Paralisi cerebrale infantile?

La Paralisi cerebrale infantile è causata da una lesione che si verifica nell'encefalo (cervello, cervelletto e tronco encefalico)  del bambino  durante o in prossimità del parto. Sfortunatamente, per questa patologia non è possibile parlare di prevenzione, data la poca prevedibilità delle cause che la provocano.

Spesso, la lesione encefalica è causata da una diminuzione totale parziale del flusso di ossigeno verso il bambino durante il travaglio o il parto, da infezione materna non trattata correttamente e trasmessa al bambino durante o dopo il parto o da ipoglicemia o birilubinemia (ittero) non trattate successivamente al parto.

Si può prevenire?

Fra le cause possibili si annoverano un'infezione durante la gravidanza, ittero, carenza di ossigeno, ictus, la tossicità, emorragie, infezioni renali e infezioni del tratto urinario. Alcuni di questi fattori possono essere evitati ricevendo un'adeguata prenatale, il lavoro e la consegna e cure mediche post-natale ma, data la scarsa prevedibilità di questi eventi, in ogni caso sfortunatamente, per questa patologia non è possibile parlare di prevenzione.

Come si riconosce? Quali sono i sintomi?

I bambini colpiti da Paralisi cerebrale infantile presentano, fin dai primi mesi di vita, un ritardo neuropsicomotorio, che si concretizza con la difficoltà a raggiungere nei tempi adeguati lo sviluppo neuromotorio normale. Generalmente è colpito tutto il corpo ma con intensità differente nei diversi distretti del sistema muscoloscheletrico. A seconda del grado e del tipo del disturbo motorio, si può prevedere a grandi linee, lo sviluppo motorio futuro del bambino, in modo da stabilire alcuni principi terapeutici che il piccolo paziente dovrà seguire per tutta la vita.

I sintomi della  paralisi cerebrale  possono essere molto diversi e di solito vengono notati prima che un bambino compia 2 anni e, talvolta, iniziano prima dei 3 mesi. I genitori possono notare che il loro bambino è in ritardo nel raggiungere alcuni stadi dello sviluppo come la posizione seduta, gattonare o camminare. Ci sono diversi tipi di paralisi cerebrale. Alcune persone hanno un mix di sintomi. I sintomi di  paralisi cerebrale  spastica, il tipo più comune, comprendono muscoli non contratti, anomalie di movimento (le braccia si muovono verso i lati, le ginocchia si incrociano o si toccano, le gambe si mettono a "forbice" nei movimenti), giunture strette, debolezza muscolare o perdita di movimento in un gruppo di muscoli.

Esiste una diagnosi per la paralisi cerebrale?

Un esame neurologico completo è importante per diagnosticare la  Paralisi cerebrale infantile Possono essere effettuati alcuni dei seguenti esami esami del sangue, tomografia computerizzata del capo, elettroencefalogramma, test dell'udito, risonanza magnetica della testa, test della vista.

Esiste un trattamento per la cura della paralisi cerebrale?

Purtroppo non esiste una cura per la  paralisi cerebrale. Solo un approccio multidisciplinare alla malattia e la definizione di strategie terapeutiche mirate e condivise dai vari specialisti coinvolti possono aiutare a migliorare la qualità di vita di questi bambini.

Quali sono i trattamenti?

La terapia vede il coinvolgimento di specialisti diversi a seconda del momento evolutivo del bambino. Per questo motivo è necessario un approccio multidisciplinare alla patologia, in cui il lavoro sinergico di tutti gli specialisti permetta la scelta terapeutica e il suo inizio nel momento più adeguato.

Obiettivo del trattamento è quello di aiutare la persona a essere il più indipendente possibile. Il trattamento si basa sui sintomi della persona e sulla necessità di prevenire le complicanze. Fisiatra, fisioterapista, neuropsichiatra diventano figure fondamentali nella vita e nello sviluppo del bambino.

Anche la chirurgia riveste un ruolo chiave in genere nella vita di un bambino con Paralisi cerebrale infantile: in media un bambino affronta tre interventi chirurgici, in relazione alla gravità della malattia e all'inserimento nel percorso medico, tanto che si parla spesso ìdi Hospital Birthday Syndrome.

Le soluzioni chirurgiche possono essere necessarie in alcuni casi per migliorare la qualità di vita del controllare il reflusso gastroesofageo, tagliare determinati nervi dal midollo spinale per alleviare il dolore e la spasticità, inserire tubi per l'alimentazione e curare le contratture. La terapia fisica, occupazionale, l'aiuto ortopedico o altri trattamenti possono poi aiutare nello svolgimento delle attività quotidiane.

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