Chi ha detto che la disabilità è un limite? Mauro si racconta

"Ho sempre vissuto la mia vita il più normalmente possibile. Mi sono sempre comportato e sentito come gli altri. Sentirsi disabili vuol dire trovare scusanti per non fare le cose, piangersi addosso. Gli altri vedono quello che tu gli fai vedere. Io do il mio contributo negli ambiti in cui sono più capace, metto a disposizione le mie conoscenze per dare una mano agli altri". La voce che racconta è quella di Mauro, 25 anni, giovane laureato in giurisprudenza, atleta e volontario. Ah, Mauro ha anche una tetraparesi spastica distonica, che comporta problemi nel movimento e nel linguaggio.

Quando si parla con lui sembra che il tempo voli: tanti gli aneddoti da raccontare, tante le attività e le passioni. A partire dall’amore per lo sport e in particolare le bocce, disciplina in cui è campione nazionale in carica. "Il gioco delle bocce solitamente è praticato da chi ha una disabilità grave e gravissima: spesso ci gioca chi non può muovere autonomamente nessuno dei quattro arti, ma grazie all'aiuto di uno scivolo e un assistente riesce ad avere prestazioni egregie".
Mauro si è avvicinato a questo sport durante il suo Erasmus a Barcellona e quando è tornato in Italia, nel luglio del 2013, ha subito messo in campo la sua passione ed energia per promuoverlo anche da noi. “Da 3-4 giocatori in tutta Italia siamo diventati circa 35. Non vorrei essere altezzoso, ma un po' di merito..." e ride, di quelle risate che finiscono inevitabilmente per far ridere anche te. 

I risultati positivi non si sono fatti attendere! A fine maggio 2016 si è svolto a Padova il primo campionato paralimpico italiano di bocce. Un successo enorme, se si pensa che fino a tre anni fa questo sport da noi non era praticato quasi da nessuno. Mauro ha gareggiato nella categoria BC2 classificandosi primo con ben 7 vittorie su 8 partite: “È stato un risultato del tutto inaspettato! Sapevo di poter fare bene ma non pensavo di riuscire nell’impresa. La categoria BC2 è composta da giocatori con problemi motori più lievi, per questo arrivare in pole position in questa sezione per me ha un valore ancora più grande”.

E non è finita qui. Lo scorso giugno una delegazione di 5 atleti italiani ha partecipato per la prima volta al BISFed World  Open, il torneo internazionale di boccia paralimpica che quest’anno si è svolto a Pavoa de Varzim, in Portogallo. In questo torneo Mauro ha gareggiato nella categoria BC1 (composta da atleti che lanciano la boccia con mani e piedi ma non sempre hanno un completo controllo degli arti), ottenendo un risultato storico: la vittoria della prima partita internazionale per l’Italia con un netto 5-0 contro lo sfidante giapponese. “È stata una cosa impensabile! - ci racconta ancora pieno di emozione - . Purtroppo non sono riuscito a passare il turno, ma sia la mia prestazione individuale che quella della squadra hanno una grandissima importanza perché questa era la nostra prima esperienza internazionale e possiamo dire di aver avuto un buon esordio. Siamo fiduciosi che riusciremo a raggiungere risultati sempre migliori e ad avvicinare sempre più persone a questo sport”.


Ma questa non è l'unica passione sportiva di Mauro. Nella sua vita c'è anche il baskin (basket integrato) e in passato ci sono state la corsa. "Ho iniziato a fare sport correndo, che a dirla così sembra impossibile, ma anch'io ce l'ho fatta. Facevo 100 metri in 45 secondi", e giù di risate. Nel suo palmares sportivo anche gare di atletica leggera, in  particolare lanci della clave - "degna dei Flinstones", chiosa - e del disco. E proprio quest'ultimo sport gli ha regalato grandi soddisfazioni: "Per due anni ho stabilito il record italiano e sono anche stato convocato diverse volte in Nazionale".

Altro argomento caldo per Mauro è l’università con l’esperienza dell’Erasmus in Spagna. "Mi sono laureato a luglio del 2015 con votazione 103 su 110 all'università Bicocca di Milano. Durante il periodo universitario, in cui ho conosciuto tanti nuovi amici con cui studiare (ma anche passare delle belle serate) ho affrontato l'avventura dell'Erasmus, sette mesi a Barcellona". Lui lo ammette con timidezza ma Mauro è stato il primo studente con disabilità dell'università Bicocca a partire in Erasmus. Una sorta di  pioniere. Sono stati i suoi amici a convincerlo a partire: "Sono stati positivi fin dall'inizio e mi hanno spinto a fare cose nuove e a essere autonomo. Nell'anno di preparazione alla partenza hanno anche messo degli annunci in università per trovarmi un accompagnatore. Così ho conosciuto Valerio e con lui ho affrontato i primi due mesi e mezzo a Barcellona". 
Dopo è arrivata Stefania, la sua ragazza. "Ci frequentavamo da pochissimi mesi quando inaspettatamente Stefania mi ha raggiunto e abbiamo subito cominciato una bella convivenza. Se ci pensi ero giovanissimo, avevo 23 anni, e non tutti i ragazzi a quell'età affrontano esperienze così importanti, così presto.
Il campus universitario nel quale vivevamo era a due passi dall'Università autonoma di Barcellona, dove studiavo. Dopo la mattinata di lezioni, il pomeriggio era dedicato allo studio, oppure andavamo in centro e con la bella stagione anche al mare, a circa una mezz'oretta di distanza con i mezzi dai nostri alloggi. A Barcellona ci si muove con grande tranquillità e autonomia, con tutti i mezzi, anche i treni. Qui a Milano la situazione è migliorata tanto negli ultimi anni, soprattutto con Expo. Peccato però per i treni, su quelli siamo ancora indietro...".

E poi c’è il volontariato. "Per oltre 7 anni sono stato un volontario nel Centro di aiuto allo studio di Anffas. Aiutavamo i ragazzi a fare i compiti, ma soprattutto cercavamo di dare loro un metodo di studio". Nell'immaginario comune sono le persone senza disabilità che aiutano chi ha una disabilità...."Io penso che gli stereotipi si abbattano mettendosi in gioco e giocando in prima linea", risponde Mauro. "Tutti abbiamo delle qualità e dobbiamo metterle in campo. Ad esempio, quando io aiutavo i ragazzi con lo studio c'erano degli altri volontari che aiutavano me con l'attività fisica. Il volontariato è questo: un continuo dare e avere. Noi andiamo a dare qualcosa invece sono loro che danno molto a noi: questa secondo me è la cosa più impensabile e più sorprendente che ti può offrire il volontariato. Ci sono 1.000 modi di fare volontariato, ognuno può trovare il proprio. Anche perché, senza il volontariato nella società si farebbe molto meno". E non sono poche le volte in cui Mauro è stato chiamato nelle scuole per raccontare le sue avventure sportive, di vita e di volontariato. Un vero esempio a cui ispirarsi.

Oggi Mauro vive a Milano con la sua ragazza in un appartamento domotico (totalmente accessibile) progettato dalla Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), ed è in procinto di cominciare un tirocinio formativo nell'ufficio Orientamento studenti dell'università Bicocca, dove si è laureato. "Mi occuperò di accompagnare gli studenti nel loro percorso di studi, anche offrendo assistenza sul fronte Erasmus, proprio grazie alla mia esperienza".

Chi ha detto che la disabilità è un limite?

 

 

Guarda la video intervista a Mauro di Ciessevi. 

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