Jessica: "Tanti ostacoli ma anche tanti obiettivi raggiunti. Compresa la Laurea in Servizio sociale".

Nella rubrica "Un sorriso nel dolore" che Antonella Ferrari cura sulla rivista CHI, è stata pubblicata la bella lettera firmata da Jessica Finotti, anzi dalla neodottoressa Jessica FinottI, che ha voluto raccontare il suo percorso con la paralisi cerebrale. Le difficoltà e le gioie di questi anni, buona parte dei quali passati vicino a Fondazione Ariel. Con grande piacere la pubblichiamo per chi non ha avuto modo di leggerla:

 

"Sono Jessica e ho 22 anni. Dalla nascita ho la diplegia spastica a seguito della paralisi cerebrale infantile.

Nonostante la paralisi cerebrale, sin da piccola, ho sempre cercato di fare tutto quello che mi andava, anche grazie alla mia famiglia che mi ha sempre esortata e supportata nel mio voler fare le cose da sola, in autonomia. E posso dire di esserci riuscita.

Facendomi strada tra le innumerevoli difficoltà che una persona con disabilità motoria si trova ad affrontare passando dal tentativo di conquistare i propri diritti al cercare di far capire – alla società in generale - che la disabilità non è un limite ma un valore aggiunto. Certo, non è facile. Ma può essere un’opportunità. Un’opportunità per conoscere le cose da un altro punto di vista; per vivere le esperienze che la vita ti pone davanti in maniera vera e profonda, fino in fondo.

Mi è sempre piaciuto studiare. Dopo il Liceo ho deciso di intraprendere l’Università e, un mese fa, ad aprile, mi sono laureata – con successo - in Servizio Sociale presso l’Università degli Studi di Torino. Esco da questo percorso, fatto anche di fatica e pianti, sicuramente cambiata: con un po’ meno ansie, più consapevole e un po’ più di sicurezza; anche se su questo punto dovrò continuare a  lavorare tanto. Ricordo il giorno della laurea come uno dei più belli della mia vita. Anzi, forse, il più bello. Arrivare alla fine di questo precorso, voleva dire per me centrare l’obiettivo. Un altro.

La mia vita è sempre stata colma di obiettivi da raggiungere. Sin dall’inizio, la paralisi cerebrale mi ha posta di fronte a diversi ostacoli che ho potuto superare solo ponendomi degli obiettivi specifici. Da piccolina, a 6 anni, avevo molto male alle anche e l’unico modo per farvi fronte era un intervento chirurgico. È da quel preciso momento che ha avuto inizio il mio percorso, o quanto meno quella parte di percorso che mi piace ricordare.

Nel 2001 ho affrontato il mio primo intervento - all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI) - dopo qualche tempo il secondo, poi il terzo e  così via, siano ad arrivare al settimo, avvenuto ormai quasi due anni fa. Durante queste mie esperienze in ospedale ho imparato ad avere fiducia e, negli anni, ad avere meno paura. Ho imparato piano piano a sentirmi a casa. Anche adesso, che sono cresciuta da quando tutto è cominciato, quando ci torno mi sento come a casa mia. È questa sensazione di “casa” che io avverto è sicuramente merito delle persone che in tutti questi anni mi hanno accompagnata nel mio percorso. Oltre al Prof. Nicola Portinaro, mio ortopedico a cui devo un grande grazie, dal 2003, al mio fianco – e al fianco di tutti i bambini/ragazzi con la paralisi cerebrale - c’è Fondazione Ariel, che si occupa di fornire sostegno medico, psicologico e sociale ai bambini con paralisi cerebrale e le loro famiglie.

Fino al 12 giugno è possibile sostenere le attività di Ariel, donare 2 o 5€ con un sms al 45517 o con una chiamata da rete fissa, a sostegno del Progetto “Anche la mia famiglia sorride”. Una occasione per donare un sorriso a tanti bambini con disabilità. Perché “nessuno è disabile alla felicità”, come recita la campagna di raccolta fondi a favore di Ariel e anche io sottoscrivo."

 

 

FONDAZIONE ARIEL

SEDE LEGALE
Via Manzoni, 56 -
20089 Rozzano (MI)

SEDE OPERATIVA
via Sardegna, 7 - 20090
Fizzonasco di Pieve Emanuele (MI)

TEL. 02.8224.2315
FAX 02.8224.2395

MAIL fondazione.ariel@humanitas.it

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