Sostienici con un libro

Puoi sostenere i progetti di Fondazione Ariel anche con il libro "La vita di Maurizio", scritto da Emina per spronare tanti bambini e ragazzi a non arrendersi mai. Prenotalo e lo invieremo direttamente a casa tua!

«La vita con disabilità non è la fine del mondo, basta solo saperla vivere». Emina ha 22 anni e dalla nascita convive con la Paralisi Cerebrale Infantile, una patologia neuromotoria che colpisce in Italia oltre 40mila bambini e che si manifesta impedendo progressivamente i movimenti più elementari di tutto il corpo. Emina ha deciso di reagire, di non lasciarsi condizionare per quanto possibile, continuando a inseguire i suoi sogni. E' così che è diventata una campionessa di basket in carrozzina e ha anche scritto un libro, "La vita di Maurizio", che ha deciso di dedicare alla raccolta fondi per i progetti che Fondazione Ariel cura per tanti bambini e ragazzi che come lei stanno lottando con una disabilità neuromotoria. 

Il suo libro recita in apertura “La strada per avverare il proprio sogno è difficile, ma non impossibile” e ascoltandola raccontarsi sembra proprio così.

La storia di Emina

"Un po' come a tutte le disabilità, non puoi essere preparato alla Paralisi cerebrale - racconta Emina - . Mi sono resa conto delle tante difficoltà che porta man mano, crescendo. A un certo punto i miei genitori hanno deciso di trasferirsi dalla Boscnia in Italia, per garantirmi un futuro migliore. Ed è qui che è partita la ricerca di un ortopedico che sapesse gestire le disabilità come la mia, ricerca per nulla facile. Dopo un po' di mesi su indicazione di un fisiatra ho fatto visita al dottor Francesco Motta, dopo di che è partito un lunghissimo percorso fatto di interventi per migliorare il più possibile la qualità della mia vita. Una volta "sotto controllo" la mia situazione a livello di disabilità, ho pensato di pormi un obbiettivo, quello di dimostrare che la vita con disabilità non è la fine del mondo, basta solo saperla vivere. Il modo migliore sembrava essere lo sport, mi sono messa quindi alla ricerca di qualcosa che potesse piacermi e ho trovato così il basket in carrozzina". È bastato veramente poco a Emina per capisse di aver trovato il suo sport ed entrare a far parte della società di “Padova Millennium Basket”, nella squadra del minibasket “Le Iene”".  

"Ogni allenamento e ogni partita, anche se pieni di fatica, creava una gioia immensa. Quello che sicuramente ha contribuito al legame con questo sport è l’intera squadra: ogni obbiettivo l’abbiamo raggiunto insieme, cercando di contribuire tutti quanti e di essere a disposizione dei compagni. Questa voglia di combattere, con la guida dell’intera società e dell’allenatore Jacopo Da Villa, ci ha portato quello che è sicuramente il sogno di ogni squadra, il titolo dei campioni d’Italia. Lo sport e la squadra sicuramente nella mia vita hanno lasciato un’impronta non indifferente, sono e saranno quella spinta in più necessaria per non arrendersi".

Una nuova sfida è stata rappresentata dal passaggio alle scuole superiori e le incognite legate a nuovi compagni e professori, in cui è avvenuto un incontro speciale. "In questo periodo difficile e pieno di paure ho incontrato un professore speciale, che dal primo giorno è divenuti un riferimento fondamentale, un appoggio, importantissimo soprattutto quando ci si trova in una situazione come la mia - ricorda Emina - . Piano piano ho scoperto la storia di questo professore, la forza e la volontà che gli ha permesso di raggiungere il suo obbiettivo di vita: insegnare. E con il suo permesso in quegli anni ho deciso di trasformarla in un libro". 

"La vita di Maurizio" parla infatti di come la vita a volte riservi sorprese e anche tanti ostacoli, che rendono la strada per far avverare i nostri sogni spesso molto difficile "ma che in realtà basta imparare a lottare per raggiungere anche ciò che inizialmente sembrava impossibile - aggiunge - per questo oggi voglio dedicare il mio libro a tanti altri bambini e ragazzi per spronarli a non arrendersi e in particolare ai bambini e ai ragazzi seguiti da Fondazione Ariel". 

"Sono arrivata a Fondazione Ariel complice il pensionamento del mio medico di riferimento, il dottor Motta, per me molto più di un ortopedico. 

Molti medici mi avevano consigliato il professor Nicola Portinaro. Prima di contattarlo ho voluto fare delle ricerche e mi sono convinta sempre più ad affidarmi a lui. La prima visita ha cofnermato le mie sensazioni: la professionalità e la bravura, l'attenzione a ogni dettaglio, il suo modo di fare unico mi hanno confermato istantaneamente che era proprio lui la persona giusta: la guida che cercavo per proseguire nel mio percorso.  Ho così saputo della sua attività da direttore scientifico della fondazione Ariel, che ogni giorno cerca di aiutare i bambini con disabilità e le loro famiglie. E' stata una scoperta fantastica sapere che, per quanto si tratti di una disabilità difficile, non siamo soli e avere la certezza che qualcuno si dedica alla ricerca medica sulla nostra condizione. Per questo ho deciso di cercare di aiutare la fondazione e tramite Ariel i bambini che stanno affrontando o dovranno affrontare la lunghissima strada che ci riserva una disabilità come la Paralisi Cerebrale Infantile".

"Molto spesso mi chiedono come faccio ad avere la forza di affrontare tutto questo, la mia risposta è sempre la stessa:  il modo migliore è ignorare i vari commenti che ogni tanto si sentono e vedere la patologia come una compagna di viaggio e non come un blocco, ma soprattutto non avere paura di lanciarsi nelle nuove sfide". La prossima sfida? "Il mio sogno nel cassetto ora è trasferirmi a Milano e iscrivermi alla facoltà di Scienze giuridiche d’impresa". 

 

Sostieni i progetti di Ariel con il libro "La vita di Maurizio"

Puoi sostenere i progetti di Fondazione Ariel prenotando una copia del libro di Emina "La vita di Maurizio" con una donazione suggerita a partire da 10€.

Fai una donazione on line sul sito di Ariel oppure un bonifico sul conto corrente di FONDAZIONE ARIEL presso Banca di Credito Cooperativo Cassa Rurale e Artigiana di Binasco (MI)IBAN IT07M0838633680000000410111 mettendo come causale: Donazione libro Emina, nome e cognome". 

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Se hai bisogno di altre informazioni puoi scriverci all'indirizzo mail donatori@fondazioneariel.it 

 

 

Cosa fa Fondazione Ariel?

Dal 2003 Fondazione Ariel supporta le famiglie di bambini affetti da disabilità neuromotorie con orientamento medico, socio-assistenziale, supporto psicologico e formazione su tematiche di interesse per i genitori che affrontano queste patologie. Parallelamente Ariel lavora anche nell’ambito della Ricerca medica per scoprire nuove possibilità per migliorare il risultato dei trattamenti per i disturbi neuromotori dell’infanzia con l’équipe del professor Nicola Portinaro, che può essere considerato tra i massimi esperti nei trattamenti delle complicazioni ortopediche legate alle principali patologie neurologiche in bambini e adulti.

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